CGIL BASILICATA SILP CGIL BASILICATA - SICUREZZA NEL METAPONTINO: CGIL E SILP, “BASTA SILENZI E PROPAGANDA. LA BASILICATA È STATA LASCIATA SOLA”



 COMUNICATO STAMPA

CGIL Basilicata e SILP CGIL Basilicata intervengono con fermezza in merito ai gravissimi episodi criminali verificatisi nella notte tra il 30 e il 31 marzo nel Metapontino, dove sono state prese d’assalto cinque farmacie tra Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri. Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma all’ennesima conferma di quanto denunciamo da tempo: un territorio lasciato solo, con un sistema sicurezza progressivamente indebolito da scelte politiche inadeguate e da una totale assenza di visione. Una posizione, quella di CGIL e SILP CGIL Basilicata, che ha trovato riscontro anche in ambito istituzionale, come dimostrato dalla mozione presentata in Consiglio Regionale il 10 febbraio 2026, proprio a seguito delle nostre denunce, con cui venivano evidenziate la cronica carenza di organico e l’inadeguatezza delle attuali strategie operative. A ciò si è aggiunta, come riportato dagli organi di stampa, l’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Enzo Amendola al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che rappresenta un atto importante e certifica a livello nazionale la gravità della situazione. Eppure, a fronte di tutto questo, la Regione Basilicata continua a restare immobile, silente, incapace di rivendicare con forza ciò che spetta a questo territorio. È un atteggiamento non più tollerabile. «La Regione Basilicata – dichiara Fernando Mega, Segretario regionale CGIL Basilicata – continua a dimostrare una preoccupante inerzia su tutti i fronti strategici: sanità al collasso, lavoro che manca, giovani che emigrano, sistema produttivo in difficoltà e, oggi, anche la sicurezza lasciata al caso. Non basta prendere atto dei problemi: serve assumersi responsabilità politiche chiare e pretendere risposte dal Governo nazionale. Questo, ad oggi, non sta avvenendo». CGIL e SILP CGIL Basilicata lo avevano detto con chiarezza: quello che veniva raccontato come un “potenziamento” delle Forze di Polizia era, nei fatti, un’operazione di facciata. Le unità assegnate non coprono nemmeno i pensionamenti, determinando un saldo negativo e un arretramento concreto della presenza dello Stato sul territorio. Mentre si costruiva una narrazione rassicurante, la realtà andava in direzione opposta. «Oggi vediamo le conseguenze di quella propaganda – afferma Francesco Mobilio, Segretario regionale SILP CGIL Basilicata –. Si interviene solo dopo che i fatti accadono, con logiche emergenziali e soluzioni tampone, esattamente come già avvenuto nella provincia di Potenza durante gli assalti ai bancomat. Ma la sicurezza non si garantisce rincorrendo i problemi: si costruisce prevenendoli». La verità è che il sistema sicurezza regge esclusivamente grazie al sacrificio e all’abnegazione delle donne e degli uomini della Polizia di Stato. Operatori già in condizioni di sotto organico, costretti a coprire turni sempre più gravosi, a sopperire alle carenze strutturali e, paradossalmente, a sostenere ulteriori carichi di lavoro per compensare il personale che va in pensione e non viene sostituito. A questo si aggiunge una condizione ormai strutturale e non più accettabile: il ricorso sistematico allo straordinario, che viene utilizzato per garantire i servizi essenziali ma che non viene remunerato in tempi certi. In molti casi, infatti, le ore lavorate vengono liquidate anche a distanza di uno o due anni, trasformando di fatto lo straordinario in uno strumento ordinario di gestione del personale, senza un adeguato riconoscimento economico immediato. «Siamo oltre il limite – prosegue Mobilio –. Non solo si lavora in condizioni di cronica carenza di organico, ma si continua a chiedere agli operatori di fare sempre di più, scaricando su di loro il peso delle inefficienze del sistema. Questo modello non è più sostenibile e mette a rischio sia la sicurezza dei cittadini sia la tenuta operativa degli uffici». Emblematica è la situazione dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Policoro e Pisticci, dove territori vastissimi vengono coperti, di fatto, da una sola volante. Un dato che evidenzia chiaramente il livello di vulnerabilità del territorio. Allo stesso modo, resta grave e incomprensibile la mancata elevazione del Distaccamento della Polizia Stradale di Policoro a Sottosezione ordinaria: una scelta che avrebbe consentito un controllo più efficace delle arterie della fascia jonica e di evitare che le volanti venissero distolte dal controllo del territorio per sopperire ad altre carenze. Si è scelto di non intervenire. E oggi se ne pagano le conseguenze. CGIL Basilicata e SILP CGIL Basilicata denunciano con forza non solo l’inerzia del Governo nazionale, ma anche la responsabilità politica della Regione Basilicata che, pur essendo pienamente a conoscenza della situazione, non ha esercitato alcuna pressione concreta per ottenere il rafforzamento degli organici e dei presidi della Polizia di Stato sul territorio. Due livelli istituzionali che, nei fatti, hanno prodotto lo stesso risultato: l’indebolimento del sistema sicurezza e un progressivo arretramento della presenza dello Stato. Non è più tollerabile continuare con annunci, silenzi o interventi tardivi. Serve un’assunzione di responsabilità immediata: la Regione Basilicata deve farsi promotrice, con forza e determinazione, di un piano straordinario di potenziamento degli organici delle Forze di Polizia, pretendendo dal Governo risposte concrete e non più rinviabili. La sicurezza non può essere lasciata all’improvvisazione né scaricata sulle spalle dei lavoratori. «La Basilicata non può continuare a essere una terra dimenticata – conclude Mega –. Senza investimenti reali e senza una rappresentanza istituzionale all’altezza, il rischio è quello di un progressivo arretramento dello Stato, con conseguenze dirette sulla vita dei cittadini». CGIL Basilicata e SILP CGIL Basilicata continueranno a denunciare ogni forma di immobilismo istituzionale e a pretendere interventi immediati, strutturali e verificabili. Perché sulla sicurezza non si può più sbagliare.


Commenti